OUAKA

Si è svolto a Roma, negli spazi della Fondazione BETA, il workshop Ouaka, un progetto artistico che ha visto protagonisti gli studenti di KENE sotto la guida dell’artista camerunense Patrick Joel Tatcheda Yonkeu.

Patrick, artista visivo che vive e lavora a Bologna, ha portato con sé un approccio profondamente legato al concetto di scultura sociale, in cui il processo artistico assume un valore rituale e comunitario. Il termine "Ouaka", che nella sua lingua madre significa "viaggio", ha ispirato il workshop come percorso esperienziale, in cui i partecipanti hanno potuto esplorare il legame con il proprio passato attraverso la creazione artistica.

Il workshop si è articolato in quattro giornate intense, dal 14 al 17 febbraio, durante le quali gli studenti hanno lavorato con materiali personali e di recupero per dare vita a un’opera collettiva. La prima giornata è stata dedicata alla presentazione del progetto e alla raccolta di oggetti legati ai nonni o all’infanzia, con l’invito a utilizzarli nella creazione artistica.

Durante il secondo giorno, il laboratorio ha assunto un tono profondamente emotivo con un rito sciamanico guidato da Patrick. Gli studenti hanno condiviso le storie legate agli oggetti portati, trasformando il distacco da essi in un atto di liberazione interiore. Le parole chiave emerse da queste riflessioni sono state integrate nel processo creativo, arricchendo di significato l’opera finale. Attraverso il mezzo pittorico e il collage è stata creata una grande opera che contenesse al suo interno le storie di ogni partecipante e rappresentasse un racconto dei racconti, realizzato come elaborazione del lutto.

La terza giornata ha avuto il tessuto come protagonista: stoffe, fazzoletti ricamati e abiti tradizionali sono stati cuciti su una grande tela, dando vita a un arazzo simbolico. Parallelamente, Patrick ha realizzato una scultura ispirata al dio Anubi, lavorando materiali di scarto per creare un’opera che riflettesse il valore sacro degli oggetti quotidiani.

L’ultima giornata è stata dedicata alla restituzione di quanto avvenuto durante il workshop: l’esposizione finale ha sancito il valore dell’arte come strumento di guarigione, dialogo e trasformazione personale.

Il workshop Ouaka ha dimostrato, in definitiva, come l’arte possa essere un potente mezzo di connessione tra passato e presente, tra tradizioni personali e identità collettiva. Attraverso l’uso di materiali effimeri e la condivisione di storie intime, gli studenti hanno vissuto un’esperienza creativa unica, in cui il viaggio artistico ha assunto un significato profondamente umano e catartico.

L’iniziativa si inserisce perfettamente nello spirito di KENE, confermando l’importanza dell’arte come strumento di crescita e inclusione culturale.